Impianto di esterificazione per biodisel

POR FESR 2007-2013 | Progetto OVEST: Valorizzare gli oli esausti attraverso l’innovazione impiantistica
Il Progetto OVEST nasce con l’obiettivo di trasformare oli esausti di friggitoria e sottoprodotti della raffinazione degli oli alimentari in un combustibile rinnovabile e non alimentare, idoneo all’impiego in cogeneratori alimentati a olio vegetale puro. L’iniziativa rappresenta una delle prime esperienze di Spike Renewables nella progettazione integrata di impianti dedicati alla bioenergia e alla valorizzazione di residui organici.

Un processo di esterificazione ottimizzato
L’intero sistema è incentrato sulla reazione tra acidi grassi e glicerolo, condotta in reattori progettati su misura. Ogni reattore integra un circuito interno a olio diatermico, dimensionato mediante calcoli termotecnici avanzati per garantire un riscaldamento uniforme della miscela. L’agitatore interno assicura l’omogeneizzazione dei reagenti, mentre un sistema di condensazione verticale e orizzontale permette di gestire in modo selettivo il recupero della glicerina e dell’acqua di processo. Le serpentine interne, sviluppate con un totale di 68 metri ciascuna, sono state progettate per gestire i carichi termici più critici del ciclo.

Progettazione modulare e adattata allo stabilimento
Il progetto iniziale prevedeva tre reattori indipendenti e integrabili in serie. In seguito all’ottimizzazione tecnico-economica si è scelto di realizzarne due nella prima fase, mantenendo predisposizioni e spazi per l’installazione del terzo modulo. Il layout dell’impianto è stato oggetto di numerose ottimizzazioni, dovute sia ai vincoli strutturali dell’edificio sia alla necessità di alloggiare correttamente gli scambiatori verticali e i principali collettori. Le verifiche strutturali e le progressive revisioni del layout hanno consentito di definire una configurazione efficiente e facilmente scalabile.

Recupero energetico e sostenibilità del processo
Un elemento chiave dell’impianto è rappresentato dal recupero del calore. Durante la fase esecutiva è stato infatti aggiunto uno scambiatore dedicato al preriscaldamento dell’acido grasso in ingresso sfruttando l’olio esterificato caldo in uscita. Questo dispositivo consente di recuperare oltre 2,6 MW termici, riducendo sensibilmente il consumo complessivo di energia e contribuendo alla sostenibilità economica e ambientale del processo.

Un modello precoce di economia circolare
Il progetto dimostra come la tecnologia possa abilitare nuove filiere circolari per la produzione di energia rinnovabile. La trasformazione di rifiuti e sottoprodotti in un combustibile affidabile per la generazione distribuita rappresenta un esempio concreto di valorizzazione avanzata delle risorse. Spike Renewables ha seguito tutte le fasi, dalla progettazione tecnica alla definizione del layout, fino alle analisi di sostenibilità dell’intero sistema.

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